diario di bordo - Sabrina Ginocchio

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sei curioso di conoscere di più su me!
Ma Sabrina Ginocchio... chi è?

Sono nata nell’entroterra genovese; cresciuta in mezzo alla natura e al mare...  Ora vivo con la mia famiglia in provincia di Verona.
Ho avuto la fortuna alle elementari di frequentare una scuola a classe mista: un grande salone con 15 bambini/e, dalla prima alla quinta elementare seguiti da una sola maestra... diventando la mia vera palestra di vita.
Ho il diploma di analista contabile e ho svolto diversi lavori: cameriera, baby-sitter, animatrice centri estivi, apprendista pastaia, operaia, segretaria.

A questo punto vi domanderete: e perché hai iniziato a scrivere?
Boh..., un giorno gli ingranaggi mezzi arrugginiti della mia testa hanno iniziato a scuotersi: e-crac... e-paf... e-pif... e-cric e... li partì il cric! (Non quello della macchina", ma della fantasia.)
Un CRIC che mi ha sollevato, portandomi oltre le nuvole, in un luogo tutto mio, in un mondo magico dove ho iniziato a percorrere la strada per la sorgente delle fiabe.
Grazie a questo “viaggio”, iniziato nel 2016, ho dato il via al progetto IL TRENINO RACCONTA… brevi racconti per l’infanzia illustrati da Elisabetta Micheloni.
La scrittura, oltre che del cric, ha bisogno di maturazione, esperienza e confronto: un mix che ho trovato nel corso di “scrittura creativa favole e fiabe” presso l’associazione L’opera Rinata di Torino, che mi ha illuminato il sentiero della creatività... e da allora, tante nuove fiabe sono pronte a farsi leggere da te!


Agricoltura fa rima con scrittura

L’agricoltura è uno dei lavori più antichi, più faticosi. Non serve solo abilità, ma bisogna avere tecnica, quel sapere tramandato da varie generazioni.
Il contadino prima di seminare esamina il terreno, lo studia, suddivide il campo, lo cura e sa che nulla è certo, gli imprevisti ci sono sempre, ma svolge ogni azione con passione. Il contadino ha un obbiettivo: raccogliere i suoi frutti e condividerli.
Anche scrivere è un’arte tra le più antiche. L’uomo, fin dai tempi più remoti, ha sentito il bisogno di tramandare, di scrivere. I primi uomini disegnavano sulla pietra, raccontando il loro vissuto attraverso immagini.
Tutti siamo scrittori, iniziamo da piccoli con semplici scarabocchi e piano piano impariamo a utilizzare le parole tramandate dai nostri antenati.
Per me scrivere è come seminare: scrivo ancora con la penna, mi piace l’odore della carta, dell’inchiostro che scivola sul foglio tracciando dei solchi chiamati “parole”. Queste parole sono i miei semi, messe tutte insieme sono il frutto della mia fantasia. Ogni mio foglio scritto rappresenta un orto, chi lo leggerà potrà raccogliere i miei frutti.  Vi avverto alcuni forse non sono perfetti, perché come il contadino ho bisogno di tecnica e quella si impara strada facendo e soprattutto leggendo.
Un autore prima di tutto è un lettore. Il mio augurio è quello di diffondere la passione per la lettura. La lettura è il gioco perfetto, non ha scadenza, non ha età, non passa mai di moda.


(clicca sulle IMMAGINI e BANNER
per approfondire la lettura)
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